Radiazioni durante gli esami clinici: nuove direttive europee per monitorare le dosi

News - author: karl - posted: 26-04-2017

Poter leggere nel proprio referto la quantità di radiazioni somministrate nel corso di un esame radiologico è ora possibile all’ospedale Mauriziano di Torino. Con questa decisione, una mossa di trasparenza e di tutela della sicurezza dei pazienti, si anticipa di qualche mese l’attuazione della normativa europea che entrerà in vigore il 6 febbraio 2018

Monitorare la dose di radiazioni assorbite in ogni indagine
Conoscere il livello di radiazioni cui sono sottoposti i pazienti nel corso di esami e trattamenti radiologici durante tutta la loro vita è importante per poter calcolare l’effetto cumulativo. Negli ultimi 30 anni è aumentata l’esposizione delle persone alle radiazioni mediche e solo in Italia si effettuano ogni anno oltre 40 milioni gli esami radiologici. Anche per questo, le persone sono sempre più esposte alle radiazioni mediche. Con un progetto ambizioso ed innovativo, il Dipartimento Diagnostica e Servizi, diretto dal dottor Stefano Cirillo, e la Fisica Sanitaria, diretta dal dottor Michele Stasi, che è anche Presidente dell’AIFM Associazione Italiana di Fisica Medica, sono oggi in grado di mettere a disposizione dei pazienti che effettuano procedure Tac la relativa informazione delle dosi assorbite durante l’esame, all’interno del CD del referto in modo automatico.

Ecco le nuove regole europee sui rischi da esposizione
Entro il 6 febbraio 2018 anche l’Italia dovrà recepire la direttiva Euratom 2013/59 che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Nel documento vengono stabilite alcune procedure per la sicurezza degli impianti, la stesura di protocolli standard per gli esami radiologici e la registrazione nel referto delle informazioni relative alla quantità di radiazioni somministrata al paziente negli esami. Duplice l’obiettivo dell’Europa: ridurre l’esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti attraverso l’adozione di standard qualitativi per l’esecuzione delle indagini radiologiche e favorire la verifica dei possibili danni da radiazione che possono verificarsi anche con effetto cumulativo, ovvero attraverso la somma di tante esposizioni anche a piccole dosi che singolarmente non sono grado di fare danno immediato.
(Fonte: www.lastampa.it)