Le memorie in bianco e nero del Piemonte. A Torino, una mostra sugli anni '70 e '80 di Anna Scorsone Alessandri

News - author: anna scorsone a... - posted: 24-01-2014

Nella Galleria Belvedere di Palazzo Lascaris a Torino, è in corso una mostra dal titolo: “Memorie in bianco e nero”, dove sono esposte un centinaio di fotografie provenienti dall’Archivio storico del Consiglio regionale.
Si tratta di uno spaccato della società della Regione Piemonte compresa tra gli anni ’70 e ’80. Sono le fotografie di un Piemonte com’era, che oggi attraggono di più i giovani, anche sui social network: zone pedonali ora scomparse, nuove strade, zone trafficate ora pedonali e quel sentore di storia che avvolge le fotografie in bianco e nero.
E’ un viaggio del recente passato quello sollecitato nelle immagini in bianco e nero, un sentimento nostalgico come quando sfogliamo un album, ritrovato, ma a lungo conservato nel cantuccio dei nostri ricordi. Se da una parte questa mostra racconta di un decennio: “Gli anni settanta”, dall’altro narra un lavoro di fotografi che hanno documentato le trasformazioni sociali, culturali ed economiche di un grande territorio; e il Consiglio Regionale le ha indirizzate, guidate e ha saputo farne memoria come in questa mostra.

Quei periodi sono anche quelli della Sindone: le immagini dei pellegrini in coda davanti al Duomo di Torino quando in quarantatre giorni sfilano tremilioni di persone davanti al Sacro telo. La scuola dell’infanzia era gestita da personale soprattutto religioso, come illustra l’immagine in cui i bambini accorrono a salutare la suora su una 500 “Giardinetta” un prototipo di “monovolume” che come diceva il comico Giorgio Faletti: “usciva dalla Fiat già con le suore sopra”. I bambini avevano i pantaloncini corti anche in inverno e per telefonare c’erano gli appositi gettoni, da usare nelle cabine telefoniche e ancora: le lotte e i cortei operai, gli anni di piombo e le manifestazioni contro il terrorismo, gli esodi per le vacanze estive e la nascita tumultuosa di nuovi quartieri, a nord e a sud della città, i volti degli studenti e degli operai di quegli anni.
La tecnologia dell’informazione e della comunicazione è cambiata con la nascita dell’Olivetti in particolare, l’Olivetti Programma 101: un oggetto innovativo a livello planetario.
E che dire della moda di quel periodo, nell’emancipazione femminile. Un’epoca caratterizzata da cambiamenti radicali e culturali in tutta l’Italia, che hanno visto il Piemonte protagonista, soprattutto come luogo in cui il passato e la voglia di futuro si incontrano e si scontrano con prepotenza, contribuendo nel bene e nel male, all’affermazione di un cambio di mentalità, di valori, di stili di vita.

Torino, nata sotto il segno del lavoro dell’innovazione e i torinesi lo ricordano con orgoglio. Negli ultimi anni l’identità industriale ha lasciato spazio ad attività che portano all’attenzione della bellezza del patrimonio artistico architettonico, dei nuovi mestieri, dei tempi che cambiano, dei nuovi costumi che hanno influenzato l’animo della città e di come le grandi contraddizioni sociali di quegli anni si stiano riproponendo in altre forme, altrettanto drammatiche di come Torino continui ad essere ponte e punto d’attrazione di tante culture. Si riconoscono i luoghi, e ci si sorprende di come siano cambiati i quartieri, provando nel nostro intimo un po’ di nostalgia per chi ha visto con i propri occhi un pezzo della propria storia.

Cesare Pavese diceva: “Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia”.
La mostra non intende tanto celebrare la nascita della Regione, quanto invece offrire una testimonianza, benché parziale, della società piemontese in quella delicata fase storica: un’epoca caratterizzata da radicali cambiamenti economici e culturali in tutta Italia, che hanno visto il Piemonte protagonista soprattutto come luogo in cui il passato è la voglia di futuro.

Palazzo Lascaris, Via Alfieri 15, Torino fino all’11 marzo 2014, ingresso libero. Orario 9 – 18 dal lunedì al venerdì; sabato dalle 9 alle 13

Anna Scorsone Alessandri